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Curiosità: 5 brand trasformati in assurdi videogiochi

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Negli ultimi anni è diventata un’abitudine vedere trasformato un film o un libro importante in videogioco (a dire il vero capita sempre più spesso anche il contrario). Ma prima che questa sorta di cross-platform allargato diventasse comune, sono state provate altre strade, come quella di portare alcuni importanti brand internazionali nel mondo dei videogiochi. I risultati comunque non sono mai stati un granché, e la dimostrazione è che probabilmente nessuno di voi ha mai giocato a nessuno dei giochi che ora andremo ad elencare. Ne abbiamo raccolti cinque nel nostro articolo, ma andando a scavare ancora forse ne sarebbero venuti a galla ancora di più.

Dal supermercato al salotto

Pepsiman: nel tentativo di battere la Coca Cola in quanto a trovate pubblicitarie, la Pepsi negli anni ’90 tentò di inventarsi un videogioco basato su un nuovo supereroe: Pepsiman. L’idea a dire il vero non era proprio nuovissima dato che aveva tentato una strada simile nel ’93 la 7UP con Cool Spot. Fatto sta che questo titolo uscì sulla prima PlayStation e la conseguenza fu che la mascotte di Pepsiman cominciò a vedersi nelle principali manifestazioni pubbliche. Ma siccome oggi nessuno se ne ricorda, è facile immaginare che non ebbe molto successo.

Sneak King: molte grandi catene hanno tentato di realizzare videogiochi come McDonald’s, ma l’esempio uscito forse meglio (o peggio a seconda dei punti di vista) è questo Sneak King, realizzato nel 2006 da Burger King per Xbox 360 e per la prima Xbox. Il gioco ci metteva nei panni di un re che doveva elargire di nascosto hamburger ai suoi affamati sudditi per evitare che si ribellassero contro di lui. Si trattava di uno dei primi videogiochi stealth, seppur molto rozzo.

Dal piccolo schermo alle console

The Dallas Quest: ci sono poi i format televisivi a tentare la carta del videogioco.


Di recente ci è riuscito alla grande The Walking Dead, ma non tutti i tentativi precedenti hanno avuto lo stesso successo. È il caso di The Dallas Quest, titolo basato sulla telenovela Dallas che negli anni ’80 sul primo Apple, ma anche su Commodore 64 a sull’Atari, ottenne un discreto successo. Il gioco si basava sui personaggi di Sue Ellen e Bobby tentando di ripercorrere le vicende del film in un’ottica più d’azione. Ma il successo non fu lo stesso della serie tv.

Jaws Unleashed: quando si nomina lo Squalo, viene immediatamente alla mente il capolavoro di Spielberg. In pochi sanno che diventò negli anni ’80 un vero e proprio franchise con un marketing da paura (furono prodotti anche molti sequel). Nel 2006 si è tentato di riportare a galla questo mito e così il mondo dei videogiochi se ne è occupato realizzando un titolo, appunto Jaws Unleashed, per PC, PS2 e Xbox. Il giocatore manovrava proprio lo squalo con l’intenzione di scatenare il panico nelle spiagge americane. Alla fine il successo arrivò, nonostante molte critiche da parte della stampa, e il titolo riuscì a piazzare diverse centinaia di migliaia di copie.

Shaq Fu: il mitico Shaquille O’Neal ha fatto di tutto dopo essersi ritirato dal basket giocato (e anche prima del ritiro a dire il vero). Ha fatto l’attore, il commentatore televisivo, e persino diversi videogiochi. Di recente l’abbiamo visto nel ruolo di commentatore virtuale in NBA 2K15, ma in precedenza era stato realizzato un videogioco che lo vedeva protagonista, Shaq Fu, nel quale il nostro cestista era in grado di combattere a colpi di arti marziali contro nemici agguerriti come mummie, donne-gatto e altri mostri vari in 1 vs 1. Il gioco divenne famoso perché piuttosto ridicolo, ma si dice che sia già pronto un sequel che presto uscirà sulle attuali console.

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