Google Stadia: cosa succede se i server vanno down?

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Google Stadia sarà ufficialmente sul mercato a partire dal mese di novembre, compresa l’Italia e prevede un costo di euro 9,99 mensili per l’abbonamento base o di euro 129,99 con cui si otterrà un’edizione limitata del controller e un abbonamento trimestrale.

Si tratta di una rivoluzione nel mondo dei videogames perché Google si propone per la prima volta come diretto concorrente delle consolle con la lungimirante idea di trasferire il gioco sul Cloud, evitando la necessità di acquistare un hardware fisico. Questo aspetto tuttavia genera forti perplessità nei giocatori abituali e tra le tante domande degli utenti c’è proprio quella che riguarda la funzionalità e la continuità di gioco: cosa succede se i server vanno in down?

La domanda è lecita considerando che nel classico mondo dei videogiochi sono capitati casi anche piuttosto seri che hanno comportato la perdita di contenuti acquistati per via del fatto che questi esistessero solamente nel formato digitale. Ma Google rassicura che così come per le fotografie, i documenti, le e-mail anche per i giochi si tratterà di una condizione assolutamente sicura considerando gli investimenti in termini di infrastrutture e tecnologie. Anche se nella vita nulla è sicuro afferma Google, l’impegno costante è quello di rendere la sua creatura Stadia un vero successo anche in termini di sicurezza e affidabilità.

Google rassicura gli utenti e continua a investire sulla stabilità

Ad esempio fin dal primo giorno gli utenti potranno scaricare in locale i dati associati ai giochi come i salvataggi ma è anche vero che per una questione di sicurezza i titoli non potranno essere scaricati. Questo significa che in caso di problemi ai server, i giochi sarebbero temporaneamente o definitivamente inaccessibili.

Il controller esclusivo Google Stadia

Google quindi cerca di rassicurare gli utenti continuando ad investire nel presente e nel futuro: nel passaggio dei videogiochi verso il completo digitale, la fiducia è assolutamente necessaria ed è conseguenza della tendenza sulle vendite che nell’ultimo anno fiscale ha segnato un incredibile 93% proprio sul formato digitale.


Google non è la sola a pensare in questi termini considerando che a ottobre Microsoft lancerà dopo le prime prove un progetto Cloud dedicato al gioco e lo stesso faranno anche altre case produttrici.

Requisiti di dispositivo e connessione: le novità

Un altro aspetto che forse più di questo dovrebbe preoccupare gli utenti riguarda la compatibilità con i dispositivi mobili almeno per quanto riguarda la fase di lancio. Questo sistema infatti prometteva di funzionare su qualsiasi dispositivo, tuttavia tale risultato potrebbe non essere accessibile almeno all’inizio.

Un aggiornamento sulla pagina delle domande frequenti di Google Stadia ad esempio ha rivelato che ci sarà un elenco di dispositivi compatibili supportati al momento dell’uscita e fino a questo istante sono listati solamente i Google Pixel 3. Google però ci tiene a precisare che in futuro altri dispositivi saranno resi compatibili come le premesse avevano lasciato abbondantemente intendere.

Oltre al dispositivo ci sarà da considerare anche il tipo di connessione che andrà valutata attraverso uno strumento di test ufficiale. Per eseguire giochi in qualità 720 pixel e 60 frame al secondo la connessione dovrà raggiungere almeno i 10 Mb per secondo, con una connessione superiore di almeno 20, si potrà giocare a 1080 pixel. Serviranno almeno 35 Mbps per giocare in 4K!

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